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Santuario della Madonna del Pilastrello
 
Il Santuario della Madonna del Piastrello, situato nel centro di Lendinara (Ro) e considerato uno dei tesori della città bagnata dall’Adigetto, fu edificato tra il 1577-1583.
Fin dalle origini la storia di questo luogo sacro è ricca di fascino.
Nel 1509 l’abitazione di un tale Giovanni Borezzo venne distrutta da un temporale, si salvò solo una statuetta in olivo della Madonna con Bambino che venne ritrovata intatta su una siepe. Sullo stesso luogo, come era uso a quell’epoca, venne elevato un pilastrello votivo per sostenere la scultura. Durante i lavori per l’edificazione della cappella la sorgente d’acqua utilizzata dai muratori si tinse di rosso e mostrò benefici terapeutici.
La fonte fu incanalata e il luogo, protetto da tettoia, venne denominato Bagno della Madonna. Le proprietà miracolose dell’acqua crebbero la popolarità e la località divenne meta per malati ed infermi in cerca di guarigione.
Tra il 1577 e il 1583 fu eretto il Santuario Nostra Signora del Piastrello, la Madonna Nera dei polesani, per il particolare color brunastro del legno d’olivo della statua.
L’edificio primigenio era a navata unica con soffitto a volta e sette altari; quello entro la quale era collocata la Madonna si riempì in breve tempo di tavole votive. Scoppiò anche un incendio ma la statuetta si salvò.

I primi monaci della Congregazione Benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto giunsero a Lendinara nel settembre 1578.
Il campanile alto 50 metri fu eretto nel 1741. Nell’’800 l’edificio, su progetto del rettore architetto Don Giacomo Baccari di Lendinara, fu ampliato e arricchito. Si aggiunsero due navate laterali, venne rifatto il pavimento in marmo bianco e rosso, fu edificata la Cappella del Bagno, collegata alla chiesa, mutò la facciata in quella odierna.
Il santuario divenne basilica nel 1911, abbazia il 15 dicembre 1920 e tra il 1965-68 fu edificato il nuovo monastero. La madonna rubata nel 1981, sostituita da una copia, fu fortunatamente ritrovata pochi anni dopo.

La facciata dell’edificio religioso, semplice e lineare, presenta due nicchie contenenti le statue della Madonna con Bambino e del Beato Bernardo Tolomei, fondatore degli Olivetani.
Sul lato di destra si accede all’edificio attraverso un portale con stipiti in stile lombardo del ’400, alla sua sommità Dio Padre, una rozza scultura di marmo del ’500 che apparteneva all’antico capitello dove era posta la Madonna Nera.

santuario pilastrelloL’interno suddiviso in tre navate custodisce numerose opere pittoriche.
Nel primo altare a destra dell’entrata è collocata una pala della scuola del Tintoretto con S. Bartolomeo, S. Benedetto e S. Corrado in preghiera, nel secondo a sinistra una bellissima Ascensione (1581), commissionata dal nobile Vincenzo Malmignati, raffigurato in basso a destra, attribuita per lungo tempo al Veronese ma della sua scuola, l’altare di crociera sinistro ospita il Battesimo di Gesù di Francesco Montemezzano e le tele, volute da Gianbattista Conti, del pittore siciliano Tommaso Sciacca: S. Antonio da Padova con il Bambino e Gesù, S. Antonio Abate visita S. Paolo l’eremita, Madonna con i Santi e S. Giovannino. L’Estasi di S. Francesco è di Giuseppe Angeli ed i santi Bartolomeo, Benedetto e il Beato Bernardo Tolomei sono di scuola veneta del ’500.
Giuseppe Chiavigh tra il 1938-42 affrescò le cupole e la volta con Storie dei Miracoli della Madonna. Notevoli le sculture, collocate ai lati dell’altare maggiore, La Verginità e L’Umiltà di Giovanni Marchiori e quelle del secondo altare da destra raffiguranti S. Sebastiano e S. Lucia di Tommaso Bonazza.

Da una porta sulla sinistra, munita di due colonne arabesche, si accede alla Cappella del Bagno preceduta da un atrio a volte, poggianti su otto colonne del ’300. Le arcate della cappella sono sostenute da 14 colonne grigie, di marmo bianco e nero con capitelli, al centro la grande vasca di marmo di Carrara (1909) che viene riempita d’acqua attraverso quattro angioletti in marmo. Le pareti della cappella sono adornate con quadri votivi segni della devozione popolare.
Le sacrestie custodiscono altrettante opere pregevoli: un S.Pietro di Dosso Dossi, un S. Andrea Apostolo di Giuseppe Ribera detto lo Spagnoletto, S. Bernanrdo Tolomei attribuito al Guercino e un grande Crocefisso in legno del 1577.
Nel salone del pellegrino si possono ammirare tele di Angelo Trevisani raffiguranti I Miracoli della Madonna (la rotta dell’Adige, la Pestilenza 1630).
La festa della Madonna del Piastrello si svolge il 16 maggio.
 
 

 
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