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Santuario di Loreo
 
La chiesa arcipretale dell’Assunta (Duomo) situata a Loreo (Ro), consacrata nel 1675, si erge sul luogo del precedente edificio la cui origine risale al mille che fu abbattuto nel 1658.
Il progetto è stato attribuito a Baldassarre Longhena (1598-1682) fautore anche della chiesa della Salute a Venezia.
La facciata palladiana rivela una certa esuberanza barocca.
L’interno, arioso ed equilibrato, presenta un ampia navata con volta a botte ribassata. Le alternanze di luce create dalle lesene e dai sette altari sono in contrasto con l’abside dove spicca il luminoso altare maggiore in stile barocco (’700) opera dello scultore veneto Antonio Tarsia. Ai lati due statue (1714) di S. Pietro e S. Paolo dello scultore Giuseppe Torretti maestro del Canova. Spicca il coro ligneo e la maestosità della nuova cantoria dove è collocato l’organo di Gaetano Callido (1787).
Sulla parete sinistra Miracolo di S. Antonio di Pietro Damini (1592-1629) e sulla destra l'Adorazione dei pastori di Antonio Vassillachi detto l'Aliense (1556-1629) allievo del Veronese e del Tintoretto.

Nel 1739 fu traslata l’immagine sacra della Madonna della Carità e dal quel momento il duomo divenne Santuario. Il terzo altare a destra, a lei dedicato, è luogo di culto e devozione da più di trecento anni, i fedeli nel 1940 gli ornarono il capo con una corona d’oro e gemme. L’affresco del ’600 raffigura la Vergine seduta che sorregge con la sinistra il Bambino Gesù e con la destra abbraccia un fanciullo. Ai suoi piedi due bimbi a mani giunte. Il tabernacolo in cui fu inserita negli anni ’60 (stile ravennate), anticamente conteneva oli sacri. A sinistra una lampada ad olio arde dal lontano 1739, anno del primo miracolo a favore di alcuni pescatori. Numerosi gli ex-voto.

Sul secondo altare a destra, procedendo a ritroso, è collocata la tela Martirio di S. Andrea (1693) dove si notano influssi veneti e del barocco romano; a sinistra una statua lignea di S. Michele Arcangelo (1960) della scuola scultorea altoatesina di Ortisei. La fonte battesimale (1960) è posta nel primo altare a destra.
Il terzo altare di sinistra ospita una pala (’400-’500), opera di Andrea Michieli detto il Vicentino, (1542-1619) che raffigura San Vincenzo Ferrer tra i Santi Antonio di Padova, Chiara, Giovanni Battista, Giustina e Nicola da Bari. Sul secondo dallo stesso lato un opera del 1957 Sacro Cuore di Gesù di Teodoro Licini e sulla prima ara, scolpita a bassorilievo dallo scultore Antonio Bonazza, olio su tela Transito di San Giuseppe e Santi di Antonio Marinetti (1719 – 1796).
 
 

 
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