Idrovia e interporto nuovi fattori di sviluppo
Il territorio del Polesine è stretto tra
Adige e
Po ma sono presenti altri fiumi quali il
Tartaro-Canalbianco che denotano come l’acqua predomini sull’uomo e sia la principale risorsa naturale, causa anche di enormi disastri. La provincia è percorsa inoltre da una fitta
rete di canali di drenaggio. I deflussi gravitano attorno al bacino del
Canalbianco e del
Collettore Padano. L’affluente più importante è il
Naviglio Adigetto, derivazione dell’
Adige. Esiste poi un canale artificiale, il
Ceresolo, lungo 50 chilometri ed utilizzato per l’irrigazione. Purtroppo la qualità dell’acqua dei fiumi è scadente.
Le
vie navigabili polesane sono un importante fattore di sviluppo. In questi ultimi anni ha avuto grande impulso il
turismo fluviale e sono stati stipulati accordi tra le 13 province bagnate dal Po, per espandere ulteriormente questa tipologia di proposta; il grande fiume è infatti una risorsa naturalistica ed economica da difendere, valorizzare e promuovere.
Lo sfruttamento commerciale delle vie fluviali è già iniziato ed è stata da poco ultimata una
idrovia, che a differenza del Po mantiene la navigabilità tutto l’anno, che nasce a
Porto Levante e attraverso il canale
navigabile Canalbianco,
Tartaro e Fissero giunge fino a
Mantova; il percorso è di 170 chilometri. Poi, dalle conche di S. Leone, entra nel Po e raggiunge il
Porto di Cremona.
Nel 2004 a Rovigo è stato inaugurato un
Interporto per lo stoccaggio delle merci che fornisce anche servizi di trasporto su ferro e gomma. Dal mare a Rovigo possono accedere navi di grossa stazza e da Rovigo a Mantova grandi chiatte e bettoline.