uk ita home
 
  arte turismo sport prodottitipici natura itinerari shopping games   eventi
 
Cerca in Rovigo Box:      


 
Isola Boschina
 
L’ Isola Boschina, è situata a pochi chilometri da Bergantino (Ro) in un ansa abbastanza riparata del Po in uno dei passaggi più stretti del corso del fiume, tra Ostiglia (Mn) e Revere all’estremo confine con il territorio polesano. Ha una superficie di circa 37 ettari e la forma di un grosso chicco di riso lungo 1600 e largo 400. Nella stagione di magra si raggiunge attraverso un sentiero che la collega ad Ostiglia, altrimenti con un imbarcazione. La riserva naturale venne istituita nel 1985 con lo scopo di tutelare parte del bosco fluviale e fermare la distruzione provocata dalla coltivazione dei pioppi.
Nella zona centrale si ergono una villa ottocentesca e diversi edifici rurali di notevole interesse storico. Negli anni ’70 sono stati rinvenuti resti di alcuni edifici romani adibiti al culto dei morti.
Pur situata in una nicchia riparata e tranquilla, l’isola è andata modificandosi nel tempo, come solente avviene a tutte le isole fluviali del Po. La sua origine non è molto chiara.
Alcuni documenti ne fissano la data di nascita verso la metà del diciassettesimo secolo. Secondo quest’ipotesi, vi sarebbe stato un progressivo deposito di sabbia che avrebbe formato inizialmente degli isolotti e poi un'unica massa.
In contrasto con questa teoria è il ritrovamento, avvenuto nel 1880, di un megaceros (un mammifero della famiglia dei cervidi) risalente a qualche migliaio d’anni fa.

Grazie ad una concessione imperiale, tutte le isole formatesi dalla progressiva coagulazione dei detriti fluviali divennero proprietà della Mensa Vescovile di Mantova. Sappiamo che a partire dal ’600 il controllo dell’isolotto venne affidato a diverse famiglie nobili mantovane come feudo onorifico. Tra queste i Gonzaga, i Manoldi e poi i Nonio che ne divennero proprietari. Fu così fino al 1968 quando Dandolo Battaglini la donò all’Opera Pia Ospedale Civile di Ostiglia. Negli ’70 tornò nelle mani di privati, fino al 1985 quando divenne proprietà regionale.
Quando venne istituita la riserva il paesaggio appariva devastato. In realtà vi era un netto equilibrio tra boschi e spazi agricoli. Le aree coltivate occupavano la parte centrale ed erano protette dalle inondazioni con delle barriere artificiali.
Nel dopoguerra la presenza di pioppi iniziò ad aumentare, arrivando negli anni ’70 a superare quella delle normali piantagioni. La valorizzazione dei boschi naturali cominciò solo nel 1985, attraverso un programma di ricostruzione forestale che puntava a eliminare i pioppeti e favorire la ricrescita della flora spontanea. Oggi, è possibile osservare come gli strati di vegetazione si distribuiscano verticalmente, con alberi molto alti, e uno strato arbustivo particolarmente denso. Vi sono molti tipi di legno ma pochi di erbe, a causa della rapidità con cui tale flora si è sviluppata.
Il bosco è formato da querce e pioppi nella zona alta, da olmi, aceri, frassini e robinia in quella media. Tra gli arbusti più elevati troviamo biancospini americani, sambuco e gelsi; tra quelli bassi biancospini, sanguinelli e ligustri.
Vicino alle zone edificate si trovano molte specie di piante esotiche, come i kaki, i peri, i meli, oltre a platani, aceri, abeti e noci. Probabilmente costituivano il vecchio giardino della villa. Una lunga linea di salici occupa tutto il perimetro dell’isola, raramente intervallata da qualche pioppo.

La fauna è molto variegata ed abbondante. Le specie anfibie più diffuse sono rospi e rane che hanno un’alta capacità di spostamento che gli permette di attraversare il Po e arrivare sulle sponde. Tra i rettili si trovano lucertole, orbettini, ramarri e biacchi. Molti sono anche i mammiferi: volpi, lepri, ricci, donnole e faine. Ciò che caratterizza questo parco naturale è il gran numero di uccelli che lo popolano: picchi, nibbi, aironi, garzette, merli, capinere e molti altri.
La posizione dell’isola è molto vantaggiosa ai fini della sua stabilità. E’ situata infatti in una strozzatura, sul lato convesso di una curva del letto, al riparo da ogni attività erosiva. Lo prova anche il fatto che proprio in quel punto i Romani crearono dei rifugi lungo la via Claudia Augusta. Il suolo è prevalentemente sabbioso, specie sui dossi che la circondano. All’interno dove il deflusso delle piene è meno rapido, ci sono strati di limo e argilla.
 
 

 
CREDITS
Sito realizzato mediante il cofinanziamento concesso ai sensi della Misura 2.5 - azione B del DOCUP 2000-2006 - Obiettivo 2 -Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
Cat Terziario Imprese confcommercio Rovigo SCARL - P.IVA 01216190296