L’attuale Basilica di S. Bellino, situata a San Bellino (Ro), non presenta testimonianze architettoniche riferibili alla costruzione medievale precedente edificata nel ’200 sul luogo dove si ergeva la chiesa di S. Martino di Variano. La costruzione attuale è dunque il risultato di trasformazioni graduali. Nel 1640 in occasione della conclusione dei lavori di costruzione vennero traslate le reliquie di S. Bellino e collocate in un arca dietro il presbiterio appena rifatto. L’aula fu invece sistemata nel 1726. L’edificio è arricchito sulla facciata e all’interno da statue settecentesche del Bonazza. Il presbiterio è dotato di uno dei più apprezzati apparati decorativi polesani che narra attraverso quattro ovali pittorici gli episodi più significativi della vita del santo martire. Le opere sono arricchite con una fitta trama di stucchi a bassorilievo che narrano una simbologia ancora oscura. La volta a padiglione e quella a botte dell’abside terminale, sono impostate sopra ad un alto cornicione decorato con motivi pittorici alternati a stucchi in sintonia formale con le decorazioni a rilievo delle volte, su sfondo rosso con bolli di foglia dorata. Il campanile che risale al primo cinquecento e si compone di quattro ripiani, suddivisi da cornicioni in cotto, termina a tamburo e pigna ed è uno dei rari esempi romanici presenti in Polesine con qualche somiglianza con la torre della Vangadizza di Badia Polesine. Alla base è collocata una lapide che indica il livello dell’acqua dell’Adige raggiunto durante l’alluvione del 1823.
|