L’inizio dei lavori di costruzione della
chiesa parrocchiale di S. Antonino a
Ficarolo (Ro), prete e martire di origine francese, disegnata dall’architetto ferrarese
Gaetano Barbieri, risale al 1763. La benedizione avvenne nel 1772, la consacrazione ad opera del vescovo di Adria nel 1875 ma già dal 1815 la parrocchia era passata sotto la giurisdizione della diocesi di Adria.
Presenta una insolita
pianta ovale ed è collegata alla canonica con un arco passante che custodisce nella nicchia centrale il busto del santo patrono.
Per erigerla furono utilizzate pietre di uno spessore doppio rispetto alla consuetudine del tempo. E’ lunga 46 metri, larga 27 e alta quasi 30. La facciata, datata 1914, era ornata sulla sommità da sette statue di santi ed angeli che nel 1983, per prevenzione, furono collocate sul sagrato. Presenta tre grandi volte, più una più piccola per il coro, sostenute da 20 colonne di ordine corinzio.
Il
coro in noce intarsiata è ornato da un grande dipinto datato 1812 del ferrarese Alberto Mucchiatti che raffigura
S. Antonino e S. Carlo Borromeo.
Sovrasta l’altare maggiore un
baldacchino in legno del 1864, riccamente decorato opera dell’intagliatore di Lendinara
Giacomo Soà .
Alla destra una loggia apposita ospita un
organo a canne (1881) dei fratelli Pugina di Stanghella restaurato nel 1981.
Si possono ammirare altri quattro altari di marmo dedicati alla
Beata Vergine del Rosario, al
Crocifisso, a
S. Antonio da Padova e a
S. Luigi Gonzaga.
A sinistra dell’entrata, all’interno della
cappella della Madonna della Salute, un
affresco che raffigura la
Madonna dei Magi, custodito in passato in casa De Cavicchioli, che si narra nel 1602 avesse lacrimato. Conservata anche una
Via Crucis (’700) dell’artista locale
Ercole Sarti.
La
torre campanaria pendente che si erge alla sinistra dell’edificio, alta 72 metri in muratura tagliata orizzontalmente da quattro cornicioni di ordine dorico, fu costruita postuma alla chiesa ed iniziò ad inclinarsi da subito. La cella che ospita le campane, è a 50 metri da terra e la pericolosità dovuta alla pendenza ha costretto le autorità a vietare ai visitatori di salire i 289 scalini.